Biografia

Alessandro Fersen

1911. Aleksander Kazimierz Fajrajzen, in arte Fersen, nasce a Łódz, in Polonia, all’epoca in territorio russo.

1913. Con la famiglia si trasferisce a Genova al seguito del padre Adolfo, bancario.

1936. Pubblica con Guanda L’Universo come giuoco, elaborazione della sua tesi di laurea in Filosofia conseguita all’Università di Genova con Giuseppe Rensi. Negli anni successivi trascorre diversi soggiorni a Parigi, dove segue alcuni corsi alla Sorbona, e in Polonia.

1939. La moglie, Noemi Iona, dà alla luce la figlia Ariela.

1942. Cura per Guanda l’opera postuma di Rensi La morale come pazzia.

1943. Si rifugia in Svizzera con la moglie, nel campo profughi di Losanna. In questa città incontra Emanuele Luzzati, che studiava all’Ecole des Beaux Arts, e insieme realizzano lo spettacolo teatrale Salomone e la regina di Saba.

1944. Nel campo del castello di Trevano, presso Lugano, incontra Giorgio Colli con il quale stringe subito amicizia.

1945. Torna a Genova dove diviene segretario del Comitato di Liberazione Nazionale della Liguria. Salomone e la regina di Saba va in scena al Teatro Augustus di Genova.

1947. Cura la regia di Lea Lebowitz, di cui è anche autore, in scena al Teatro Nuovo di Milano.

1949. Cura la regia de Le allegre comari di Windsor di Shake­speare in scena ai Parchi di Nervi. Fonda la Stagione mediterranea di arte e cultura e organizza il Primo incontro degli scrittori italiani.

1950. Con Walter Cantatore e Emanuele Luzzati apre a Roma il cabaret I nottambuli, in via Veneto. Il locale, frequentato da artisti e intellettuali, chiude nello stesso anno per problemi economici. Cura la regia di Job, una sacra rappresentazione di Luigi Dallapiccola, in scena al Teatro Eliseo. Cura la regia de Il terzo amante di Gino Rocca in scena alla sala di piazza Tommaseo del Piccolo Teatro della Città di Genova.

1952. Cura la regia de Il barbiere di Siviglia di Beaumarchais alla sala di piazza Tommaseo del Piccolo Teatro della Città di Genova. Regia del Giorno di visite di Primo Luigi Soldo al Teatro La Fenice di Venezia.

1953. Cura la regia de I veleni non fanno male di Carlo Marcello Rietmann e de Il malato immaginario di Molière in scena alla sala di piazza Tommaseo del Piccolo Teatro della Città di Genova.

1954. Cura la regia de Il malato immaginario di Molière in scena al Teatro delle Arti a Roma. Regia di Crazy Show di Guido Stagnaro e Federico Caldura al Teatro Regio di Parma, di Colombe di Anouilh alla sala di piazza Tommaseo del Piccolo Teatro della Città di Genova e di Così è (se vi pare) di Pirandello in scena al Teatro Gobetti di Torino.

1955. Cura la regia de L’amo di Fenisa di Lope de Vega e di Volpone di Ben Jonson in scena al Teatro Duse di Genova.

1956. Cura la regia di Liolà di Pirandello in scena al Teatro Duse di Genova.

1957. Cura la regia de Il diavolo Peter di Salvato Cappelli in scena al Teatro Duse di Genova, di Come prima, meglio di prima di Pirandello al Teatro delle Arti a Roma, e de Il figliuol prodigo e Venere prigioniera di Gian Francesco Malipiero al Teatro della Pergola a Firenze. Fonda a Roma, con sede in via della Lungara, lo Studio Fersen di Arti Sceniche, riconosciuto dal Ministero per la Pubblica Istruzione. La RAI trasmette le riprese di Le fatiche di Arlecchino di cui Fersen è autore e regista.

1958. Cura la regia di Un tale chiamato Giuda, di Claude-André Puget e Pierre Bost in scena al Teatro Duse di Genova. Regia de La locandiera di Goldoni a Rio de Janeiro. Durante il soggiorno in Brasile assiste ai riti del candomblé e ne studia e approfondisce la cultura.

1959. Cura la regia de Il congedo di Renato Simoni e di Un istante prima di Enrico Bassano in scena al Teatro Duse di Genova. Regia e adattamento dello stesso Fersen da Molière di Sganarello e la figlia del re in scena al Teatro Ateneo a Roma.

1961. Cura la regia de Il matrimonio del signor Mississippi di Friedrich Dürrenmatt al Teatro Mercadante di Napoli.

1962. Cura la regia dell’opera Antigone di Tommaso Traetta in scena al Teatro Comunale di Firenze. Presenta l’attività del laboratorio dello Studio Fersen al Centre Pompidou di Parigi. Cura la regia dell’opera Il dibuk, musiche di Lodovico Rocca e libretto di Renato Simoni, al Teatro Comunale di Firenze.

1963. Cura la regia de L’ora vuota di Salvato Cappelli in scena al Teatro Valle a Roma.

Alessandro Fersen e Jerzy Grotowski, 1964.

Alessandro Fersen e Jerzy Grotowski, 1964.

1964. Pubblica su «Sipario» Pioggia, stato d’animo che aveva avuto una edizione radiofonica nel 1958. Lo Studio Fersen organizza il seminario Teatro oggi: funzione e linguaggio.

1965. Lo Studio Fersen organizza il seminario Problemi di palcoscenico.

1966. Cura la regia di Rose rosse per me di Sean O’Casey in scena al Teatro Valle a Roma.

1967. Cura la regia di Le diavolerie. Appunti sull’angoscia, di cui è anche autore, in scena al Teatro Caio Melisso di Spoleto.

Santuzza Calì, Emanuele Luzzati, Alessandro Fersen. Golem, 1969.

Santuzza Calì, Emanuele Luzzati, Alessandro Fersen. Golem, 1969.

1969. Cura la regia dell’opera Il prigioniero di Luigi Dallapiccola. Regia e drammaturgia di Golem al Teatro della Pergola di Firenze. Regia di Le sette canzoni di Gian Francesco Malipiero al festival di Edimburgo.

1971. Cura la regia de La voix humaine di Jean Cocteau e Francis Poulenc al festival di Edimburgo.

1972. Cura la regia di Edipo re di Sofocle in scena al Teatro Greco di Siracusa. Lo Studio Fersen tiene un seminario sulla tecnica psicoscenica al Théâtre des Nations a Parigi.

Alessandro Fersen, Leviathan

Alessandro Fersen, Leviathan

1974. Cura la regia di Leviathan, di cui è anche autore, che va in scena a Spoleto, al Teatro delle Sei, durante il Festival dei Due Mondi.

1975. Gli viene affidata la direzione del Teatro Stabile di Bolzano. Cura la regia di Fuenteovejuna di Lope de Vega.

1976. Cura la regia de La fantesca di Giovanni Battista della Porta in scena al Teatro Comunale di Bolzano.

1977. Cura la regia di Trittico (L’amore di don Perlimplino, La donzella, il marinaio e lo studente, La calzolaia ammirevole) di Federico García Lorca e di Leonce e Lena di Büchner in scena al Teatro Comunale di Bolzano.

1978. Cura la regia di Spudorata verità di Georg Müller in scena al Teatro Comunale di Bolzano. Viene pubblicato La dimensione perduta. Alessandro Fersen, 1957-1978. Ventun anni di Laboratorio Teatrale a cura di Giorgio Polacco. Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma viene presentato il training sul mnemodramma del Gruppo di Ricerca condotto da Fersen.

1979. Muore Giorgio Colli e Fersen attraversa una profonda crisi. Organizza un laboratorio dal titolo Teatro e festa arcaica all’auditorium della Mostra d’Oltremare a Napoli.

1980. Tiene i seminari Teatro, latitudine profonda al CRT di Milano e La nozione di festa al Teatro Ateneo di Roma. Pubblica Il Teatro, dopo con Laterza.

1981. Conduce, al Centre Pompidou di Parigi, il laboratorio dal titolo La dimension perdue.

Alessandro Fersen a lezione con i suoi studenti.

Alessandro Fersen a lezione con i suoi studenti.

1984. Il documentario Alle origini del Teatro. Il mnemodramma inaugura l’International Congress of Psychodrama a New York. Altre proiezioni e seminari si tengono alla Yale University, alla Stony Brook, al Café La Mama.

1985. Tiene il seminario Le origini teatrali della cultura al Teatro Politecnico a Roma.

1987. Lo Studio Fersen tiene il seminario-spettacolo I teatri del lutto e dell’eros nel mondo arcaico al Teatro Piccolo Eliseo a Roma.

1988. Tiene il seminario La latitudine profonda del Teatro al Teatro San Leonardo di Bologna.

1989. Lo Studio Fersen organizza, al teatro La Soffitta dell’Università di Bologna, l’incontro Dentro l’attore. Stanislavskij 50 anni dopo.

1990. Lo Studio Fersen organizza, al teatro La Soffitta dell’Università di Bologna, l’incontro dal titolo Il secolo della teoria (Appia, Craig, Mejerchol’d, Brecht, Artaud, Copeau).

1991. Tiene un corso per istruttori di mnemodramma a Roma, presso la Limonaia di Villa Torlonia, ultima sede dello Studio Fersen.

Alessandro Fersen al Premio Novaro, 1992.

Alessandro Fersen al Premio Novaro, 1992.

1992. Riceve il Premio Novaro alla Cultura Ligure.

1993. È ospite d’onore alla conferenza Performance Ritual and Shamanism al Centre for Performance Research di Cardiff.

1996. Riceve l’Eschilo d’oro nella categoria regia.

1997. Riceve il premio Ghetto di Venezia per la cultura ebraica in Italia.

2001. A Riccione riceve il premio Aldo Trionfo. Il 3 ottobre muore a Roma.

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